Y.N.C.A.N.T - Capitolo Secondo (Prima puntata)
L'odore del sangue lo inebriava come poche altre cose al mondo. E quando era lui stesso a provocare le ferite dalle quali questo fuoriusciva, la cosa lo eccitava ancora di più. Se poi quel sangue racchiudeva in se gli ultimi respiri della persona alla quale apparteneva, per lui era veramente il massimo; paragonabile solo ad un orgasmo. Radero Sbandata aveva sicuramente un nome tutto da ridere ma era una di quelle persone che si vedevano solo una volta volta nella vita...nell'occasione della propria morte. Sapeva bene i punti in cui affondare il coltello. Non aveva mai utilizzato altre armi. Le armi da fuoco avrebbero corrotto quell'odore che gli piaceva tanto.
Anche questa volta era riuscito a non lasciare alcuna traccia sulla scena di quel terribile delitto. Nessuno aveva visto o sentito qualcosa. Nessuno. Nemmeno i domestici. Se ne era occupato egli stesso di allontanarli con una semplice telefonata. "C'è un ordigno in casa" aveva detto con una telefonata di 2 secondi fatta da una cabina telefonica. E dopo altri 2 secondi tutti i domestici avevano abbandonato quell'enorme abitazione. Non si erano nemmeno preoccupati di avvisare il loro padrone di ciò che avevano saputo. Lo odiavano e una lezione come quella avrebbero voluto impartirgliela loro da parecchio. Quel diplomatico, al suo rientro, vedendo tutto così tranquillo si era insospettito ma a nulla gli era servito. Appena gli era sorto quel sospetto, Radero gli era già piombato alle spalle ed aveva conficcato la sua fedelissima arma alla base della schiena, ovviamente tenendogli l'altra mano sulla bocca per evitare che quegli urli fossero sentiti. A quel punto lo aveva spinto nella sua abitazione e gettatolo a terra lo aveva voltato in modo tale da guardarlo dritto neglio occhi...Ora non gli restava ammutire la sua vittima. Nulla di più semplice. Un taglio netto e profondissimo alla gola. A questo punto denudava la sua vittima, e con la punta del coltello gli bucava tutta la superficie del petto senza mai andare al di sotto di esso. Poi gli amputava entrambe le mani e gliele conficcava in bocca. Non gli restava che guardare fino a quando non fosse fuoriuscita l'ultima goccia di quel liquido rosso che lo faceva impazzire.
Ma non oggi.
No.
Colui che gli aveva commissionato quell'assassinio voleva qualcosa in più.
A lui non era sembrata una richiesta assurda ma non riusciva a spiegarsi il perchè. Comunque non voleva deludere il suo cliente. Non aveva mai deluso i suoi clienti. Mai.
Utilizzando quel coltello come una macraba matita aveva scritto sul ventre di quella persona quella parola. Non ne conosceva il significato ma doveva farlo...
GAWFE